poisonrosa
…quando sai che il tempo che hai non è infinito, vedi con più chiarezza cosa conta e cosa no. Assapori di più la vita, dai meno importanza alle sciocchezze e molta di più ai rapporti, alle persone.

weaponslover:

Rare and unusual “Femme Fatale” ring pistol, originates from France, third quarter of the 19th century.

Sold at Auction: $11,350

osadico:

.
Ti guardo che dormi, e mi basta.
Ti guardo che ridi, poi balli, poi bevi, poi cadi, poi cresci e mi basta.
Tre allegri ragazzi morti  (via sechiudogliocchinoncisei)
WTF ????

WTF ????

E poi c’è la notte.
C’è chi fa l’amore, chi legge un libro e chi resta sveglio a pensare.
Gabriele D’Orazio.  (via odisseus)

E chi lavora…..

b8in4satan:

sanziene:

Breakfast around the world

ugh so hungry

swedish breakfasts are so gooood

fantasiedicoppia:

maewe:

Kill Bill (2001)

Pulp Fiction (1994)

Fuck.

:O

*B*

cosipegioco:

Guccini lo cantava in “Piazza Alimonda”, ma chiunque sia passato almeno una volta nella vita alla stazione di Bologna, guardando lo squarcio della sala d’aspetto può capire che la frase “resta amara e indelebile la traccia aperta di una ferita” in Italia è, troppo spesso, esplicativa di un sentimento comune.

doppisensi:

Frida Kahlo, L’amoroso abbraccio dell’universo

doppisensi:

Frida Kahlo, L’amoroso abbraccio dell’universo

alcolicesimo:

Le donne che sono alla ricerca di un uomo attento, sensibile, premuroso, curato, non sanno che quell’uomo è in cerca di un altro uomo.

batchiara:

lasbronzaconsapevole:

Un mesetto fa ho comprato un sacco nuovo per il piumino leggero.
La commessa, ridacchiando, mi domanda “Ma dormi col piumino d’estate?”

Chissà se ride ancora.

Gli uomini passano, ma il piumino è pessembre.

neisuoisognisacercare:

poisonrosa che mi manda la sua versione della foto da spiaggia!!!

neisuoisognisacercare:

poisonrosa che mi manda la sua versione della foto da spiaggia!!!

questomiomaltrattarmiinsaziabile:

La prima foto è di Diane Arbus (1967, Identical Twins), fotografa statunitense di origine russa.
Due gemelle monozigote,Cathleen e Colleen Wade, con un vestitino di velluto, che guardano verso la macchina fotografica, foto scattata durante una festa natalizia: quella di destra accenna un sorriso, quella di sinistra è triste.

Sotto, una scena del film Shining, in cui Kubrick rende omaggio alle gemelle fotografate da Diane Arbus.

Di certo questa è una delle fotografie più controverse dell’artista.
In un certo senso, ci pone davanti alla consapevolezza di concetti più ampi, che sono riferibili a quanto effettivamente c’è di diverso anche nell’  essere identici e a cosa effettivamente rende un individuo diverso da un altro, con tutta la sua identità composita.
Nello stesso tempo, si mette in rilievo come una foto così spoglia di dettagli ne sia in realtà estremamente ricca.
E come, più essendo ricca, sia difficilmente collocabile in un preciso contesto.

Già il sottolineare che le gemelle siano monozigote ci fa capire che l’occhio dell’osservatore deve andare oltre.
Monozigote significa che entrambe derivano da un unico uovo fecondato da uno stesso spermatozoo e questo significa che, nel corso dello sviluppo, lo zigote che si è formato va incontro ad uno sdoppiamento creando due individui praticamente identici, a meno di qualche mutazione.

Geneticamente parlando, i gemelli uniovulari rappresentano la netta separazione di una cellula uovo in due, separazione che se avviene in modo incompleto, può portare alla formazione di gemelli siamesi, che risultano uniti in più punti del corpo, in maniera parziale o completa.

La monozigosità in questo caso viene ad essere soggetto della foto e nello stesso tempo la spacca in due: da un lato c’è la consapevolezza che quello che si sta osservando è un substrato che, a livello genetico, è rappresentato da un’ unità,ma, questa unità è spezzata dalla diversità riconducibile all’identità di entrambe le bambine, che sono due anime in due corpi, o anche due anime in un corpo che inizialmente era destinato ad essere unico.

Il punto espressivo dell’intera foto è il volto delle piccole che dà intensità e significato all’opera.
Tutto questo mi riconduce ad una citazione che lessi tempo fa:

Tutta la diversità umana è il prodotto della varietà quasi infinita delle combinazioni di geni. Noi tutti siamo formati della stessa polvere cromosomica, nessuno di noi ne possiede un solo granello che possa rivendicare come suo. È il nostro insieme che ci appartiene e ci fa nostri: noi siamo un mosaico originale di elementi banali." (Jean Rostand)

In aggiunta, c’è da dire che, in questi elementi banali che si combinano tra loro in una sorta di opportunismo biologico, si eleva su ogni cosa la percezione di qualcosa di molto più profondo che rende possibile, a partire da un corpo, la percezione di due identità distinte e vive.
Anche questa è una delle meraviglie della vita.